Operazione emorroidi e ragade anale

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INTERVENTO PER RAGADE ANALE3.

In questo modo si risolve il dolore e si favorisce la guarigione della ragade. Indipendentemente dal tipo di intervento lo scopo è quello di preparare lo sfintere anale interno e di inciderlo per alcuni millimetri, in genere fino alla linea pettinata. Non ci sono dati precisi sulla recidiva di questa patologia ma dopo un corretto trattamento chirurgico risulta molto rara.4. L’ Ultima Modifica è stata effettuata il 2/02/18 La ragade anale è una ferita (ulcerazione) lineare dell’ano, spesso unica e solitaria, e solitamente situata nella parte posteriore. Nella formazione della ragade cronica gioca un ruolo importante l’ipertono dello sfintere interno, che causa, con ogni probabilità, una “micro-ischemia” localizzata che rallenta, e talvolta impedisce, la corretta rimarginazione dell’ulcerazione. Un trattamento combinato farmacologico e chirurgico, generalmente eseguito da chirurghi colorettali, consiste nell’iniezione diretta della tossina botulinica (Botox) nello sfintere anale per determinarne il rilassamento. La tossina determina un rilasciamento temporaneo della muscolatura e consente alla ragade di guarire nelle settimane successive con percentuali solitamete superiori alla terapia farmacologica più semplice. Quando la terapia medica fallisce l’intervento chirurgico rappresenta la soluzione alla ragade cronica. Lo sfintere anale interno è parzialmente diviso per ridurre lo spasmo e quindi migliorare l’afflusso di sangue e quindi a guarire la ragade.

Operazione emorroidi e ragade anale

  • Molecole controindicate come, ad esempio, il lattosio ed il glutine per gli intolleranti
  • Molecole irritanti (vedi sopra).

La ragade anale è un’ulcerazione (ferita) che si forma sull’ano, di lunghezza pari a qualche millimetro, generalmente nella parte posteriore.

Si parla di ragade cronica nel caso di mancata guarigione dopo 6-8 settimane. Alcuni pazienti hanno naturalmente uno sfintere anale particolarmente stretto, che causa un aumento di tensione che predispone alla comparsa di ragadi. L’intervento più usato è la sfinterotomia interna, ovvero una piccola incisione dello sfintere interno, allo scopo di guarire l’ipertono e consentire la cicatrizzazione della ragade. Inopportune, benché ancora da taluni proposte, sono la crio- o la laser-terapia o la semplice diatermocoagulazione della ragade. Quando si soffre di emorroidi o di ragadi anali anche la scelta dei giusti prodotti per l’igiene può risultare importante ai fini del benessere e dell’efficacia della terapia farmacologica. E’ indicato sia per la normale detersione della zona anale e perianale in caso di emorroidi che come coadiuvante al trattamento terapeutico specifico. Alcuni consigli per una corretta igiene intima in caso di emorroidi o ragadi anali: Le emorroidi rappresentano una delle patologie più diffuse nel mondo. Tale intervento ha una convalescenza particolarmente lunga, dalle 4 alle 6 settimane ed è inoltre molto doloroso, per questo è preferibile evitarlo a meno di emorroidi particolarmente gravi. È dunque davvero importante riflettere adeguatamente prima di decidere per un intervento chirurgico.

Ragade dopo rapporto anale

  • Dopo l’intervento ogni paziente è perfettamente in grado di tornare autonomamente alla propria abitazione e di riprendere subito le proprie attività;

Basta leggere un po’ di testimonianze online per rendersi conto che l’intervento chirurgico alle emorroidi non va preso alla leggera.

I primi giorni dopo l’intervento sono, però, molto dolorosi. Dopo sei settimane dall’intervento per emorroidi interne/esterne + ragadi anali (tramite sfinterotomia), persiste il dolore prima, durante e dopo la defecazione; a volte ho anche delle perdite di sangue. Il dolore postoperatorio dopo un intervento proctologico generalmente spaventa il paziente che teme nei giorni successivi momenti molto dolorosi, specialmente in occasione del momento in cui andrà al bagno. Nel trattamento delle emorroidi è importante il tipo di intervento per l’entità del dolore postoperatorio. Può talvolta essere causa di fastidio il tampone anale che viene lasciato in sede a fine intervento ed il disagio spesso si risolve non appena il tampone viene rimosso. Negli interventi di chirurgia per le ragadi o fistole perianali l’esecuzione dell’anestesia locale analogamente garantisce una buona copertura del dolore anche nel periodo postoperatorio. L’anestesista in base alle condizioni cliniche del paziente e al tipo di intervento chirurgico deciderà quali tipi di antidolorifici associare. La dieta per le ragadi anali è un sistema nutrizionale finalizzato alla prevenzione, alla riduzione dei sintomi e alla remissione delle ragadi anali. Le ragadi NON sono emorroidi; pur interessando (più o meno) lo stesso tratto di intestino e, nonostante abbiano varie cause in comune, devono essere trattate farmacologicamente in maniera differente.

L’intervento chirurgico alle emorroidi non va preso alla leggera

  • Innanzitutto deve essere un sapone acido, per non alterare il pH della pelle;
  • deve essere delicato e svolgere un’azione lenitiva ed emolliente;
  • deve contenere principi attivi antibatterici.

Per approfondire, si vedano gli articoli: farmaci per la cura delle ragadi anali e farmaci per la cura delle emorroidi.

Le ragadi anali sono lesioni cutanee elementari del canale anale, spesso sovrapposte a quadri infettivi, infiammatori (dermatite) o più raramente di psoriasi. Nell’eziologia delle ragadi anali, oltre allo stress fisico legato al passaggio di feci dure o irritanti, svolge un ruolo più che determinante l’infiammazione della mucosa anale. La maggior parte delle ragadi anali è dovuta allo stiramento eccessivo della mucosa anale. Come avviene per la proctite, anche le ragadi anali possono essere favorite da certe infezioni sessualmente trasmissibili, che favoriscono la rottura del tessuto con conseguente fessurazione. Cause secondarie di ragadi anali sono: trauma del parto nelle donne, attività sessuale anale e scarsa igiene (soprattutto nei bambini). Infatti, queste ultime sono a base di vasocostrittori ed eserciterebbero un’azione diametralmente opposta a quella necessaria per la guarigione delle ragadi anali. Per quel che concerne la dieta contro le ragadi anali, l’obbiettivo principale riguarda la riduzione della consistenza delle feci. Fare scrupolosa pulizia della regione anale, più volte al giorno, e sempre dopo ogni defecazione, con abbondante acqua tiepida ed eventualmente le soluzioni detergenti prescritte. L’unica cosa che volevo chiedere è se può essere normale dopo qualche ora dall’evacuazione mattutina sentire bruciore nella zona dove prima si era formata la ragade.

TRATTAMENTO DELLA RAGADE ANALE

Per rispondere “Gentili Dottori, ho subito, un mese fa, un intervento chirurgico con asportazione di 3 polipi, emorroidi di II grado, alcuni noduli e mucosa rettale prolassata nel retto.

L’intervento è stato delicato ed il decorso post operatorio piuttosto disagevole. LA RAGADE ANALE Cosa è la ragade anale? La incidenza della ragade è molto elevata, ma non ci sono dati precisi. Quali sono le cause della ragade anale? Questa è una delle ragioni per cui molti pazienti con ragade si dichiarano sofferenti anche di stipsi. La correlazione tra la condizione psicologica e la ragade anale è ben conosciuta. Questa condizione induce alcune alterazioni che concorrono alla formazione della ragade anale. La cute anale ischemica è molto più fragile e quindi può “spaccarsi” formando la ragade. La comparsa di ragade nell’anziano è molto più rara perché, generalmente nell’età avanzata, il tono anale tende a diminuire. La terapia della ragade anale Anite raghidiforme Deve essere fatta una diagnosi corretta della causa che provoca l’infiammazione dell’ano. Ragade anale, prolasso emorroidario e stipsi Il successo nella cura delle ragadi secondarie a prolasso emorroidario è correlato al contemporaneo ed appropriato trattamento del prolasso emorroidario. Abbiamo ottenuto il 100% di cura della ragade, operando contemporaneamente il prolasso emorroidario ed il prolasso rettale interno con tecnica STARR. L’intervento consiste nel fare una plastica del canale anale per correggere la stenosi e contemporaneamente ricoprire la ragade con pelle normale. Ragade anale dovuta ad ipertono anale da stress È la forma più frequente di ragade anale e, fortunatamente, la forma che più tende a guarire spontaneamente. La terapia delle ragadi anali, correlate all’ipertono anale da ansia e stress psicofisico, non può prescindere dal trattamento dello stato psichico del paziente. Il trattamento chirurgico della ragade anale Il trattamento chirurgico è indicato esclusivamente nelle ragadi anali croniche, ovvero dopo eventuale fallimento del trattamento medico di almeno 30 giorni. Il trattamento chirurgico delle ragadi anali croniche primitive, quindi non secondarie alle patologie sopra richiamate è semplice e assolutamente mini-invasivo. Consiste nella escissione o cauterizzazione della ragade necrotica in maniera da riportare il tessuto “a vivo” e quindi consentire la guarigione. Molti chirurghi, alla escissione della ragade associano una sfinterotomia laterale, ovvero, tagliano lo sfintere liscio interno longitudinalmente allo scopo di fare diminuire il tono anale e favorire la guarigione. La sfinterotomia va pertanto limitata alla sola base della ragade che è mediamente 13 della lunghezza dello sfintere.